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I PRIMI ABITANTI DELLA ZONA

Le memorie più antiche risalgono alla tribù dei Liguri-Vagienni: scesero poi dalle Alpi i Galli, gente dedita alla pastorizia e alla caccia, ma non si fermarono nelle nostre terre e proseguirono oltre. Più tardi vennero i Salluvii che abitavano fra il Rodano e il Reno e, attraverso a valichi delle Valli Varaita e Po, si mescolarono con i pochi abitanti della nostra zona.
Un 120 anni prima di Gesù Cristo, i Romani s’impadronirono anche del Piemonte; togliendo le antiche libertà, ma comunicando la loro civiltà: furono lasciate alcune truppe di veterani a guardia delle nostre popolazioni, assegnando loro una porzione di terreno per il sostentamento. Chi predicò per primo la religione cristiana alle genti del l’agro Saluzzese? E’ probabile che sia stato S. Dalmazzo, il quale subì il martirio per la Fede il 5 dicembre del 254. Proveniva da Magonza, ma suo padre era italiano, Prefetto di provincia.
Ai tempi delle grandi invasioni barbariche, le nostre terre dovettero risentirne in parte gli effetti deleteri: distruzioni di beni e di vite umane. Attorno al 568 giunsero dalla Germania i Longobardi, in gran parte eretici (ariani) ma cristiani, conducendo mogli, figli e bestiame nella loro trasmigrazione. Nel 774 succedette il regno di Carlomagno che, venuto dalla Francia, aveva sconfitto i Longobardi. Saluzzo e dintorni fecero parte nell’876 del Contado di Auriate che poi si suddivise in altri contadi tutti feudatari dell’Impero, nel senso che ricevevano dal Sovrano le terre e in cambio dovevano seguirlo in guerra, assisterlo nelle Corti di giustizia e aiutarlo nei bisogni pecuniari.
La popolazione era composta di << alcuni monaci, pochi militi per lo più nobili e baroni e una moltitudine di servi feudali >>.
Sorsero qua e là castelli e torri merlate, spenta ogni industria artigiana, ignote le arti, i costumi feroci. Le nostre genti passarono sotto il dominio di Torino, della Contessa Adelaide e poi del Marchese del Vasto, naturalmente si dovettero subire le conseguenze sempre dolorose delle guerre dei potenti per consolidarsi.
Si giunge cosi al Mille: le popolazioni si vanno destando dal letargo, sorgono i Conventi centri di preghiera, di studio e di lavoro manuale. E’ da notare in questo periodo la fondazione dell’Abbazia di Staffarda (1175 ?) che fece sentire anche qui da noi l’amore alla terra dei monaci cistercensi, proprietari com’erano della zona della Fornaca.
Esiste una << bealera >> che si chiama << della Badia >> e serve di confine fra il territorio di Torre S. Giorgio e quello di Moretta e Villanova Solaro.
Dal 1110 al 1549 i Saluzzesi passarono sotto il governo dei propri Marchesi, poi per 50 anni sotto il dominio incerto dei Francesi e finalmente sotto Casa Savoia. Torre S. Giorgio faceva parte del territorio del Marchese di Saluzzo, ma fino al 1300 non sono stati trovati documenti della sua vita religiosa e civile.

 

 

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