Istituzione della Parrocchia - Il 20 febbraio 1437 l’Arcivescovo di Torino Aymone dei Marchesi di Romagnano approvò la costruzione della Chiesa di Torre S. Giorgio e la sua erezione in Parrocchia.
Da una copia autentica dell’Atto di fondazione si ricava: << Giovanni Catterino Solaro dei 'Signori di Moretta (figlio di Filippo) per fare buon uso dei beni ricevuti da Dio, in remissione dei suoi peccati, a suffragio dell’anima propria e dei suoi Predecessori, intende edificare e dotare la Chiesa del luogo della Torre di S. Giorgio, affinchè possa pervenire, diffondendo il culto di Dio, al gaudio eterno. In primo luogo assegna et dona alla medesima Chiesa la quarta parte della decima, 30 giornate di terreno e una con airale e orto attigui, dove intende far costruire a sue spese, la casa (canonica) con diritto di patronato, cosicché Egli e dopo di Lui i suoi Eredi possano nominare, eleggere e presentare il Rettore al Sig. Vescovo Diocesano >>.
Quest’Atto fu scritto a Moretta nella Chiesa della Beata Maria, presenti il Sig. Ugone Borgexy, Pievano di Moretta e tre nobili del Casato dei Solaro, l’anno 1429 il 6 ottobre.
Il diritto di patronato passò nel 1828 al Marchese Solaro del Borgo fu Marchese Giuseppe Vincenzo Gaudenzio; poi, nel 1842 al Cav. Faraone Solaro di Moretta fu Conte Gaspare, quindi per successione testamentaria del 21 - V - 1856 al Conte Emanuele Solaro di Moretta fu Conte Vittorio e infine con testamento 5 - X -1878 ai Conti Vassallo di Castiglione che vi rinunciarono con atto del 19 ottobre 1904, a favore del Vescovo Diocesano. La nostra Parrocchia passò dalla Diocesi di Torino a quella di Saluzzo nel 1804;
Riguardo al tabernacolo nelle Chiese: nel sec. XV il suo posto era nel muro a sinistra entrando, all’ altezza del Coro oppure nell’area circostante l’altar maggiore, cosicché il Sacerdote mentre celebrava, veniva a trovarsi di fronte al popolo, con il tabernacolo alla sua destra. Nell’interno era foderato di seta con dipinto o ricamato un calice sormontato dall’Ostia. Verso il 1500 si cominciò a metterlo sull’altare, ma in qualche luogo soltanto; lo prova la relazione della prima visita pastorale di cui parleremo.
Nel 1487 il Duca di Savoia pose l’assedio a Saluzzo con 30.000 uomini che desolarono le terre della pianura, rovinando biade e profanando persino le Chiese, di cui facevano ospedali, magazzini e stalle.
Un gruppo di armati Saluzzesi, guidati dal genovese Anima negra tentò una sortita contro il Sig. di Tailland che avanzava, con il favore della notte, sulla via di Torre di Cornafame, allo scopo di prendere alle spalle le truppe di stanza a Cervignasco e Torazza. Riuscirono soltanto a ritardarne l’avanzata, uccidendo molti nemici e catturandone altri; poi sempre combattendo, si ritirarono entro le mura di Saluzzo dalla porta di S. Martino.




