Nel 1522 in luglio i Lanzichenecchi del Colonna che combatteva a favore di Carlo V, Imperatore spagnolo, sostarono a Moretta, posero il campo a Torre e a Cervignasco, restandovi parecchi giorni e poi si portarono a Saluzzo, dalla quale era fuggita la Marchesa Margherita Di Foix. I Saluzzesi dovettero cedere a gravi condizioni per aver preso le parti dei Francesi, nemici degli Spagnoli. Le stesse soldataglie ritornarono nel 1525, ripartendo nell’autunno, dopo i raccolti. Nel 1536 il Marchese Francesco fece atto di omaggio ai Francesi e cosi pure il Marchese Gio. Bartolomeo Solaro per Moretta e Torre, in seguito ad ordine del Sig. di Chabot, luogotenente generale del Re di Francia in Piemonte. Ritornarono i partigiani dello Spagnolo e occuparono Saluzzo senza colpo ferire; allora i Francesi ridiscesero le Alpi e da Pinerolo, nel giugno 1537, rientrarono in Saluzzo, donde gli spagnuoli ripiegarono fuggendo verso Asti.
Una vera altalena di eserciti invasori: non si sapeva più a chi obbedire! Questa volta si dovette giurare fedeltà al Re di Francia che riconobbe Marchese di Saluzzo Gabriele ultimo dei figli di Ludovico II ed ultimo Marchese di Saluzzo; questi si portò a Carmagnola per riverire il Re Francesco I.
Intanto ben dolorose furono le conseguenze di queste scorrerie di bande armate e straniere: sopravvenne prima la carestia, perché i soldati portavano via tutto ciò che c’era da godere, bruciavano registri preziosi che a loro non servivano, commettevano nefandezze en prepotenze sulle persone, cosicchè le popolazioni spaventate fuggivano nei boschi e sui monti con le robe più preziose e con gli armenti e non si poteva più seminare.
Infierì poi la peste che fece morire un terzo di Saluzzesi.
Nel 1540 la carestia fu cosi grande che, si dice, gli stessi nobili mangiavano pane di crusca.




