Napoleone I ripiombò sul Piemonte, sconfisse gli Austro-russi nella battaglia di Marengo (14-VI -1800) e le nostre terre ritornarono sotto il dominio dei Francesi.
In maggio si era inoltrata supplica a S. M. per ottenere un rifornimento di granaglie da destinarsi alla popolazione fino al nuovo raccolto, con dilazione al pagamento. Lo stesso anno si dovette imporre una tassa di L. 5 per ogni lira di registro, allo scopo di far fronte alle spese delle continue requisizioni per il servizio militare. Fruttò L. 648. Il Prefetto, nel suo viaggio da Saluzzo a Moretta e ritorno, il 23 vendemmiaio a. 13°, fu accolto al suono delle tribaldette con sparo di mortaretti e parata della Guardia Nazionale (24 uomini). Gli stessi onori vennero fatti all’Arcivescovo di Torino, qui di passaggio: le Autorità viaggiavano in vettura.
Nel 1807 la colletta per la Compagnia del Rosario fruttò: Colletta L. 10 in contanti e 102 cocchetti, meliga, canapa, frumento e <<robbe >>: per la musica al giorno della festa si spesero L. 35. In tutto 1’anno 1809 la colletta del «taschetto >> fu di L. 109, soldi 3, danari 8.
Nel periodo Napoleonico erano in vigore le seguenti contribuzioni: la territoriale, la personale, la mobiliare, quella delle porte e delle finestre (i verbali sono scritti tutti in francese).
Caduto Napoleone (1814) venne restaurata la Monarchia con Vittorio Emanuele I. Nel novembre 1824 il Consiglio fece l’elogio anche a nome della popolazione, al Sindaco Gio. Battista Peretti (dopo 8 anni lasciava la carica per trasferimento di domicilio): aveva esimie qualità morali, religiose, politiche, mediatore di pace nelle controversie.
Nel 1825 si riparò il selciato delle strade ad opera di Gio. Mainardo di Carignano (L. 132 di spesa).
Il Comune dichiara sufficienti ai bisogni locali le due osterie Osterie già esistenti, avendo di mira lo scopo sociale di << ridurre il fomite ben noto della depravazione dei costumi e della procligalità delle sostanze di moltissime famiglie >>.
Siccome quasi la metà del territorio era dei due Signori del Pascoli luogo, la comunità permetteva di far pascolare nei boschi pubblici, salvo che fossero dichiarati banditi, ma la Forestale fu più volte di parere contrario.




