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Nel 1856 al Rev.do Sig. Don Bosco di Torino sono state versate L. 18 per le Sacre Quarantore, tenute in Parrocchia, la Domenica di sessagesima, 27-28-29 gennaio. Di questo fatto abbiamo una relazione che dice: << Il Sindaco Pietro Rivarossa andò la prendere Don Bosco a Villafranca con il suo cavallo per portarlo qui a predicare e confessare nelle Sacre Quarant’Ore: la prima predica fu delle Anime del Purgatorio e la cominciò così: "Nell’arrivare qui passai davanti al Cimitero, sentii una voce che mi disse: Tu, o Sacerdote che vai a predicare le S. Quarantore, di a questa gente che si ricordino di noi ". Allora prose guì a parlare delle anime, raccontò fatti uno dopo l’altro per tutta la predica. L’ uditorio restò subito meravigliato, lo sentiva con straordinaria attenzione, come un Santo: la udienza si moltiplicò in modo che non potevano più stare in Chiesa, parlava a voce bassa, ma stampava le parole >>.
Bonino Antonio fu Giorgio, nel 184-4, raccontò diverse volte r a famigliare ed amici di ricordare la figura di Don Bosco sul pulpito, la sua statura, il suo colore, la voce chiara, non declamatoria, ma famigliare, non accompagnata dal gestire, come fanno gli altri predicatori. Ricorda come venendo in casa canonica a  pigliare il fuoco per il turibolo ed altri servizi di Chiesa, vide Don Bosco scrivere per le letture cattoliche sopra il davanzale della finestra del piccolo ufficio parrocchiale, unica camera calda che serviva pure da refettorio e salotto di ricreazione per tutti (probabilmente l’ultima camera a destra entrando, a pianterreno, adibita recentemente a scuola per tre anni) >>.

 

 

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