Essendo storia un po’ troppo recente ci si limita a qualche accenno:
Nel 1906 il Comune venne dotato della pompa antincendio L. 1.700 ; (di cui 600 versate dalla Contessa Riccardi).
Nel 1907 era stata ventilata la proposta di una ferrovia che Progetto allacciasse Pinerolo a Racconigi con diramazione a Torre, ma non ebbe seguito.
Nel 1909 il 3 e 4 maggio il gelo danneggiò seriamente i raccolti: anche allora il tempo giocava qualche brutto tiro.
Quante biciclette cominciarono a circolare in Paese? In principio le chiamavano velocipedi ed erano: n. 3 nel 1898; 6 nel 1905; 33 nel 1912.
Dal 1913 per essere Consiglieri si richiede la prova di saper leggere e scrivere.
La luce elettrica, illuminò il Paese, fornita dal mugnaio locale, Groppo Guglielmo, l’anno 1912; in seguito dalla P. C. E.
Una lapide in marmo apposta al muro della Casa Comunale nel 1922 ricorda i Caduti della guerra 1915 – ‘18: Candelo Agostino; Raspo Giacomo; Raspo Giov. Battista; Bersia Antonio; Vallero Domenico; Pagliuzzi Giuseppe; Falco Michele; Caldo Giovanni; Paglietta Giovanni; Paschetta Lorenzo; Arnolfo Giov. Battista; Migliore Sebastiano; Paoletti Gregorio.
Una macelleria fissa si ebbe dal 1927 con la cessione in affitto di una stanza al pian terreno della Casa Comunale.
Il 24 luglio 1920 furono venduti i beni della Congregazione di Carità: l’assistenza per legge era passata al Comune.
Durante il tragico e infelice periodo dell’ ultima guerra, scoppiata nel 1940, si ebbero le solite chiamate alle armi, con tre caduti: Farina Giuseppe, morto in Grecia; Ghirardi Giuseppe e Gribaudo Chiaffredo in seguito a malattia, contratta in prigionia e cinque dispersi, di cui 4 in Russia e uno in Grecia, le requisizioni militari, i pericoli del viaggiare, causa i mitragliamenti aerei su treni e veicoli.
Nel periodo contrassegnato dalla lotta delle formazioni partigiane contro i nazi-fascisti, il punto cruciale si ebbe negli ultimi giorni della liberazione. Prima le persone trattenute come ostaggi poi, verso il 23-24 aprile 1945 una colonna di tedeschi in ritirata dal Cuneese che si fermò in paese, piazzandovi artiglieria e
mitragliatrici con i cariaggi nelle cascine, temendo un attacco dei partigiani da Moretta. Se questo fosse avvenuto, ne sarebbero derivati danni e lutti, anche alla popolazione: fu saggio consiglio venire ad un accordo fra le due parti, per cui la colonna si ritirò verso Saluzzo e di là seguì l’itinerario Staffarda - Pinerolo.
Durante la breve permanenza a Torre, i tedeschi curarono l’inumazione di due loro commilitoni portati già morti in seguito ad attacco partigiano nel tratto Verzuolo - Saluzzo. Erano cattolici e si chiamavano: Heinz Belz e Karl Klein; avvolti in 'un telo furono seppelliti nel nostro Cimitero e sulla tomba fissata una Croce di legno con nomi e data. Del primo furono richieste notizie da un parente, (nel febbraio 1949), residente a Budenhein, di stretto di Magonza sul Reno. Le forni il Prevosto, aggiungendovi: <<Ogni anno, il giorno dei Morti questa tomba riceve tributo di fiori e preghiere, nel nome della fratellanza cristiana che supera ogni barriera di razza e tutti accomuna nel Padre Celeste>>.
Il destinatario rispose ringraziando caldamente, obbligatissimo del tributo dato al suo caro, pregando che fosse continuato per l’avvenire e invocando da Dio ricompensa copiosa per tanta bontà. F.to: Heinrich Nuth.
Dell’altro nessun parente si fece vivo.
Il 23 — IV -1950 Mons. Vescovo provvedeva alla Benedizione del nuovo Salone Parrocchiale con palcoscenico (m. 20 x 7).
Dal 1953 funziona in paese un nuovo peso pubblico della portata di 25 tonnellate, lungo m. 7 X 3, costruito nell’officina dell’Ing. Buroni di Pinerolo.
Sul campanile spiccano 4 quadranti delle ore, illuminati, in seguito alla sostituzione del vecchio con un recente orologio, opera della Ditta Jemina di Mondovì.
Fra la Chiesa e la Casa Comunale, dove prima si coltivavano ortaglie, recinte da una rete metallica anti-estetica, sorge un moderno edificio scolastico. Altre opere di pubblica utilità sono in progetto a comprovare l’attività dell’Amministrazione comunale sensibile ai problemi locali, anche se le pratiche sono lunghe, farraginose e le incomprensioni molte: quod humanum est!




